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I filosofi di questo capitolo.
     
Abelardo Pietro  (1079-1142).  Nacque a Nantes, e mor  a  Chlon
sur  Sane.  Maestro di logica e teologia a Parigi, si innamor  di
una  sua giovane allieva, Eloisa, che spos in segreto. Da lei ebbe
un   figlio,  Astrolabio.  La  reazione  dello  zio  di  Eloisa  fu
estremamente violenta: fece evirare Abelardo da dei sicari.  I  due
amanti  si  separarono  e  si ritirarono in  convento.  Le  vicende
biografiche  di Abelardo sono narrate da lui stesso nella  Historia
calamitatum  ("Storia delle mie disgrazie"); l'amore con  Eloisa  
documentato  da  un fitto scambio epistolare, sull'autenticit  del
quale,  per,  alcuni studiosi hanno avanzato dei  dubbi  (vedi  in
proposito  F. Troncarelli, "Immoderatus amor". Abelardo,  Eloisa  e
Andrea  Cappellano, in "Quaderni Medievali", n 34, dicembre 1992).
Tra  le sue opere filosofiche si possono ricordare i commenti  agli
scritti  di  Porfirio  e di Boezio sulla logica;  la  Dialettica  e
l'Ethica  seu  liber  Scito  te ipsum ("Etica,  ovvero  conosci  te
stesso"); la Teologia cristiana; il S e no.

Agostino  di Ippona (354-430).  Aurelio Agostino nasce  a  Ippona
(oggi  Bona in Algeria), in Numidia, da Patrizio, pagano, e Monica,
di  famiglia  cristiana. Fino a tredici anni  studia  grammatica  a
Tagaste  e  a Madaura. A sedici anni abbandona gli studi e  conduce
un'esistenza sregolata; a diciassette riprende gli studi

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a  Cartagine  e  l'anno  successivo  (372)  gli  nasce  un  figlio,
Adeodato,  dalla  donna  con  cui convive.  A  partire  dal  373  
affascinato  dalla lettura dei classici (Cicerone),  si  appassiona
allo  studio  e  aderisce  alla setta  dei  manichei.  A  vent'anni
comincia  a  tenere lezioni di grammatica prima  a  Tagaste  poi  a
Cartagine.  Dieci  anni  pi  tardi  si  stacca  gradualmente   dal
manicheismo,  lascia  l'Africa per recarsi a Roma,  dove  spera  di
avere  maggiori soddisfazioni professionali; in Italia si  avvicina
alle dottrine dei neoaccademici. Nel 384 ottiene di poter insegnare
retorica  a  Milano,  dove conosce il vescovo  Ambrogio  e  diventa
assiduo  ascoltatore dei suoi discorsi. L'anno successivo la  madre
Monica lo raggiunge a Milano. Il 386  l'anno della conversione; la
notte di Pasqua dell'anno successivo  battezzato insieme al figlio
dal  vescovo  Ambrogio.  Decide, quindi, di  tornare  in  Africa  e
votarsi  alla  vita monastica. Fonda un monastero a  Tagaste  e  si
dedica  allo  studio e alla polemica contro l'eresia manichea.  Nel
396    nominato vescovo di Ippona. Tra il 397 e il 398  scrive  le
Confessioni, la sua opera pi famosa, in cui ricostruisce la storia
della sua vita come percorso spirituale verso la conversione  e  la
fede. Per trent'anni, dal 400 al 430, si dedica alla vita pastorale
e  alla  riflessione filosofica e scrive decine e decine di  opere,
tra le quali La Citt di Dio, a cui lavor per oltre quindici anni.
Mor  il  28  agosto  430, mentre i Vandali  di  Genserico  stavano
assediando Ippona.

Anselmo  d'Aosta (1033-1109).  Nato ad Aosta, mor a  Canterbury.
Dal  1078  fu abate del monastero di Bec in Normandia e,  dal  1093
alla morte, arcivescovo di Canterbury. Delle opere si ricordano  il
Monologion  e  il Proslogion, che contiene la celebre dimostrazione
ontologica dell'esistenza di Dio.

Bacone  Ruggero (1214-1292).  Roger Bacon, nato nel  Dorsetshire,
in  Inghilterra,  studi  a  Oxford e a Parigi.  Dal  1240  insegn
nell'Universit  di  Parigi  e intorno al  1250  entr  nell'ordine
francescano.  Dopo aver tentato, con l'appoggio del  papa  Clemente
quarto, di attuare un piano di riforma degli studi (a questo  scopo
scrisse,  in  soli  diciotto mesi, le sue opere  pi  famose,  Opus
maius,  Opus  minus, Opus tertium), nel 1277 sub una condanna  per
alcune sue tesi sull'astrologia e fin in carcere, dove compose  il
Compendium studii theologiae.

Bernardo di Chiaravalle (1090-1153).  Nato presso Digione, mor a
Chiaravalle (Clairvaux), nel monastero che egli steso aveva fondato
nel 1115. L'Abbazia di Chiaravalle, sotto la sua guida, divent uno
dei  centri  pi  importanti dell'ordine  cistercense.  Durante  lo
scisma  del  1130  si  schier a favore di papa  Innocenzo  secondo
contro  l'antipapa Anacleto secondo; nel 1146-47 predic  a  favore
della seconda crociata. Fu accanito avversario di Abelardo. Le  sue
opere  pi  importanti  sono:  De gratia  et  libero  arbitrio,  De
diligendo Deo, De gradibus humilitatis et superbiae.

Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274).  Nato a Bagnoregio, presso
Viterbo, mor in Francia, a Lione. Monaco francescano, nel 1257  fu
eletto   ministro   generale  dell'ordine.  Dopo  essersi   formato
all'Universit  di  Parigi, comp numerosi viaggi  nei  vari  paesi
europei.  Ritornato  a Parigi nel 1265, si impegn  nella  polemica
contro  l'aristotelismo,  assumendo come punto  di  riferimento  la
tradizione  neoplatonica  e agostiniana.  Tra  i  suoi  scritti  si
possono   ricordare:   Collationes  de  decem  praeceptis   (1267),
Collationes  de septem donis (1268), Collationes in Hexameron;  la
sua opera pi famosa  Itinerarium mentis in Deum (1259).

Calvino  Giovanni (1509-1564).  Nato a Noyon,  in  Francia,  Jean
Cauvin  mor  a  Ginevra. Avviato dal padre agli  studi  giuridici,
consegu  il dottorato in giurisprudenza, pur nutrendo una  sincera
passione  per la cultura umanistica (nel 1532 pubblic un  commento
al De clementia di Seneca). Entrato in contatto con i circoli che a
Parigi si prefiggevano il rinnovamento della Chiesa, senza arrivare
a  una  rottura  con  essa, si vide minacciato  dalla  politica  di
Francesco   primo  che,  nel  1534,  cominci  a   perseguitare   i
riformatori. Allora Calvino si rifugi prima a Basilea e  quindi  a
Ginevra.  Questa  ultima citt divenne il centro della  sua  azione
riformatrice.  Ben  presto  Ginevra divenne  una  citt-Chiesa,  un
piccolo  stato teocratico in cui un "concistoro" di dodici  anziani
svolgeva  i  compiti  di  guida  religiosa,  e  allo  stesso  tempo
politica,  della comunit. La sua opera principale  la Christianae
religionis institutio, del 1536, ripubblicata e ampliata nel  1545,
nel 1550 e nel 1559.

Clemente  Alessandrino (150-215).  Nato  ad  Atene,  Tito  Flavio
Clemente  si form ad Alessandria dove divenne egli stesso  maestro
nella   scuola   cristiana.  Verso  il  211,  per   sfuggire   alle
persecuzioni  dell'imperatore  Settimio  Severo,  si   rifugi   in
Cappadocia.  Tra le sue opere si possono ricordare: il  Protreptico
ai  Greci,  una  esortazione  a convertirsi  al  cristianesimo;  il
Pedagogo, trattato di morale cristiana; gli Stromata, una  raccolta
di scritti su vari argomenti, in particolare contro le eresie.

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Dionigi  l'Areopagita.  Pseudonimo di un ignoto autore  cristiano
del quinto secolo di ispirazione neoplatonica.

Domenico   di   Guzmn  (1170-1221).   San  Domenico.   Religioso
spagnolo,  nato a Caleruega, fond nel 1215 a Tolosa  uno  dei  due
grandi  ordini  mendicanti  del  tredicesimo  secolo:  quello   dei
predicatori,  che  da  lui  prendono poi  il  nome  di  domenicani.
L'occasione  fu  fornita a Domenico dalla necessit di  contrastare
l'eresia dei catari. Mor a Bologna.

Duns  Scoto  Giovanni (1265-1308).  Detto  doctor  subtilis  ("il
dottor  sottile")  per  la sua raffinatezza  dialettica,  nacque  a
Edimburgo, in Scozia, e mor a Colonia, in Germania. Studi prima a
Oxford, quindi a Parigi dove divent maestro di teologia. Di fronte
al   contrasto   fra  la  posizione  francescana   di   ispirazione
neoplatonica  e  agostiniana (Bonaventura da Bagnoregio)  e  quella
domenicana  ispirata  ad Aristotele (Tommaso  d'Aquino),  cerc  di
conciliare le due correnti in una nuova sintesi. Il suo sforzo  non
ebbe  esito  favorevole  e  fu costretto ad  abbandonare  Parigi  e
rifugiarsi  presso  lo studio francescano di  Colonia,  dove  mor.
Oltre  a  molti  Commentari ad Aristotele (Metafisica,  Fisica,  De
anima) ha scritto un Opus oxoniense, i Reportata parisiensia  e  un
trattato De primo rerum principio.

Evangelisti.    Tra   le   molte   narrazioni   della   vita    e
dell'insegnamento di Ges, note come Vangeli, o Evangeli (dal greco
euanglion,   "annuncio",  "buona  novella"),  la   tradizione   ha
selezionato quattro testi, i cosiddetti Vangeli canonici.  Ci  sono
pervenute comunque altre opere, note come Vangeli apocrifi, tra  le
quali  si possono ricordare il protovangelo di Giacomo, il  Vangelo
di  Pietro  e quello di Tommaso. Dei quattro Vangeli canonici,  tre
hanno  una struttura simile e possono essere confrontati tra  loro:
si tratta di quelli di Marco, Matteo e Luca. Secondo molti studiosi
il  Vangelo  pi  antico  quello di Marco che sarebbe  servito  da
"base"  anche  per le narrazioni di Luca e Matteo;  secondo  alcuni
Luca  e  Matteo  farebbero riferimento, oltre che a  Marco,  a  una
comune fonte pi antica, sconosciuta a Marco e indicata come  fonte
Q.  Dai  Vangeli sinottici (cio di Luca, di Marco  e  di  Matteo),
incentrati  sul tema del regno di Dio, nei quali l'insegnamento  di
Ges  emerge attraverso la narrazione della vita del Maestro  e  la
forma  didascalica  delle parabole, si differenzia  il  Vangelo  di
Giovanni,  che  porta  in  primo piano  il  mistero  di  Ges  come
salvatore  e,  fino  dal  celebre prologo  ("In  principio  era  il
Verbo"), usa un linguaggio vicino a quello dei filosofi greci.

Francesco  di  Assisi  (1182-1226).  Figlio  del  ricco  mercante
Pietro  di  Bernardone,  fu cavaliere. Convertitosi  nel  1206,  si
dedic alla penitenza e all'assistenza dei bisognosi. Intorno a lui
si  raccolse una comunit di frati (fratelli) per i quali Francesco
elabor una regola basata sull'assoluta povert, sulla predicazione
itinerante  dell'insegnamento del Vangelo e  sulla  dedizione  agli
altri.  Fra i suoi scritti  memorabile il Cantico delle  creature.
La  sua vita  narrata, con interpolazioni di tipo leggendario, nei
Fioretti di san Francesco, un testo del quattordicesimo secolo.

Gioacchino da Fiore (1130-1202).  Nacque a Cosenza e mor  a  San
Giovanni  in  Fiore.  Monaco cistercense, entr  in  conflitto  con
l'ordine cui apparteneva e lo abbandon nel 1190 per dare vita a un
nuovo  ordine,  quello dei monaci florensi. Le sue posizioni  sulla
Trinit furono condannate nel 1215 dal quarto Concilio Lateranense,
perch  sospettate  di avere elementi in comune  con  il  triteismo
(eresia  che sosteneva l'esistenza di tre divinit distinte anzich
quella  di  una  sola  divinit composta da tre  persone).  I  suoi
scritti   principali  sono:  Liber  concordiae  Novi   et   Veteris
Testamenti,  Expositio  in  Apocalypsim, Tractatus  super  quattuor
evanghelia, Adversus iudaeus, Liber figurarum.

Giovanni (vedi Evangelisti).

Giustino  (100  circa-165).   Nato  in  Samaria,  mor  a   Roma.
Convertitosi da adulto al cristianesimo, apr a Roma una scuola  di
filosofia  cristiana, mosso soprattutto dal desiderio di realizzare
una  conciliazione fra la tradizione filosofica greca  e  la  nuova
religione.

Gregorio di Nissa (335-395).  Nato a Cesarea di Cappadocia,  mor
a  Nissa.  Si occup della questione trinitaria e diede  un  grande
contributo  all'organizzazione sistematica dei  dogmi  della  nuova
fede.

Guglielmo   di  Champeaux  (1070-1121).   Insegn   alla   Scuola
cattedrale  di  Parigi, dove ebbe come discepolo  Pietro  Abelardo.
Contribu alla ripresa della discussione sugli universali.

Guglielmo  di  Ockham  (1280-1349).  Detto  doctor  invincibilis,
nacque in Inghilterra, mor a Monaco di Baviera. Dopo aver studiato
ad  Oxford, insegn logica e teologia in diverse scuole dell'ordine
francescano.  Nel 1324 abbandon l'insegnamento per recarsi  presso
la  corte papale, che all'epoca si trovava ad Avignone. Accusato di
eresia,  abbandon la Francia e ripar in Baviera, presso  Ludovico
il Bavaro.

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Luca (vedi Evangelisti).

Lutero  Martin  (1483-1546).   Nacque  e  mor  a  Eisleben,   in
Germania.  Studi all'Universit di Erfurt le arti  liberali  e  la
giurisprudenza. Tornando da una visita ai genitori, si  imbatt  in
un  violento  temporale: un fulmine cadde ai suoi piedi lasciandolo
incolume.  Era  il 2 luglio 1505 e il giovane fece a  sant'Anna  il
voto  di  farsi  monaco. Entrato nel convento degli agostiniani  di
Erfurt  prese i voti nel 1506 e un anno dopo fu ordinato sacerdote.
Uno  studio  attento delle Scritture, delle opere dei  Padri  della
Chiesa  e  dei  filosofi cristiani lo port a  maturare  una  nuova
concezione della vita cristiana, in forte polemica con la Chiesa di
Roma.  Nel  1517 rese pubblica questa sua visione del cristianesimo
attraverso  le  95  tesi  di Wittemberg.  L'anno  successivo  venne
dichiarato eretico. Lutero rifiut di ritrattare le sue posizioni e
venne  scomunicato. Il monaco bruci pubblicamente la bolla  papale
di  scomunica, originando cos la rottura definitiva con la  Chiesa
di Roma.

Marco (vedi Evangelisti).

Matteo (vedi Evangelisti).

Origene (185-253).  Nato ad Alessandria, in Egitto, vi fond  una
scuola  di  teologia. Condannato dal clero locale per  irregolarit
nella sua ordinazione sacerdotale, si ritir in Palestina, dove,  a
Cesarea,  fond una nuova scuola. Nel 250, durante le  persecuzioni
di  Decio, fu arrestato; mor tre anni dopo in seguito alle torture
subite per non avere voluto rinnegare il cristianesimo.

Paolo  di  Tarso (5/15-67).  Nato a Tarso, mor martire  a  Roma.
Appartenente  a  una famiglia ebraica, ma cittadino  romano,  aveva
avuto  la  sua  formazione religiosa all'interno  della  setta  dei
farisei.   Partecip  attivamente  alla  persecuzione   dei   primi
cristiani e fu presente al martirio di santo Stefano (Atti, 7, 58).
Mentre  si recava a Damasco per svolgere anche in quella  citt  la
sua  attivit di persecutore, ebbe la visione di Cristo risorto che
lo  indusse a convertirsi al cristianesimo. Paolo, da quel momento,
si fece apostolo e diffuse la parola di Dio nel mondo pagano. Fond
chiese  cristiane in Asia Minore, in Macedonia, in Grecia.  Intorno
al  60  fu  arrestato  a  Gerusalemme dal comandante  del  presidio
romano;  Paolo,  in quanto cittadino romano, fece  ricorso  al  suo
diritto di essere giudicato dal tribunale dell'imperatore e fu cos
trasferito a Roma, dove, secondo la tradizione, mor decapitato.

Roscellino di Compigne (1050-1120).  Maestro di Abelardo, non ci
  noto direttamente attraverso i suoi scritti (ci  pervenuta solo
una  sua  lettera),  ma attraverso quelli dei  suoi  discepoli  (lo
stesso  Abelardo,  Anselmo).  E' noto come  primo  sostenitore  del
nominalismo nella disputa degli universali.

Scoto Eriugena Giovanni (810-877).  Nato in Irlanda, nell'847  si
trasfer in Francia come insegnante della Scuola palatina. Tradusse
dal greco testi dei Padri orientali della Chiesa.

Tertulliano  (160-220).   Quinto  Settimio  Florente   nacque   a
Cartagine  e da l si rec a Roma per esercitare la professione  di
avvocato;  intorno  al  195 si convert  al  cristianesimo  e  fece
ritorno in Africa. Fu fortemente polemico contro la cultura  pagana
e contro la stessa Chiesa.

Tommaso  d'Aquino  (1221-1274).   Nacque  ad  Aquino,  vicino   a
Roccasecca,   nel   Lazio   meridionale.  Dopo   aver   frequentato
l'Universit di Napoli, entr nell'ordine domenicano e si  trasfer
a  Parigi, dove frequent la facolt di teologia. Dopo un soggiorno
in  Germania (1248-1252), torn all'Universit di Parigi e dal 1256
al  1259  vi  occup la cattedra di teologia. Dal 1259 al  1269  fu
spesso in Italia, sia come professore sia come teologo della  corte
pontificia.  Dal 1269 al 1272 soggiorn nuovamente  a  Parigi.  Nel
1272  fu  chiamato a insegnare a Napoli, dove rimase fino al  1274,
quando  fu invitato a partecipare al Concilio di Lione. Durante  il
viaggio verso la Francia si ammal e mor nell'Abbazia di Fossanova
nel Lazio.

Valdo Pietro (1140-1218).  Ricco mercante francese, nel 1174 don
tutte  le proprie ricchezze ai poveri e si dedic alla predicazione
del  Vangelo.  Raccolse vasti consensi nella  Francia  meridionale,
dove  si form un movimento, quello dei valdesi, che in seguito  si
sarebbe trasformato in Chiesa evangelica di tipo calvinista.

